venerdì 29 ottobre 2010

ATTUALITA’ DELL’INCONSCIO OGGI

CICLO DI CONFERENZE
Attraverso un approfondimento di due testi freudiani “Il disagio della civiltà” e “Analisi terminabile e
interminabile” la segreteria di Bologna della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi organizza un ciclo di
conferenze dedicato al disagio nell’ epoca contemporanea, le sue espressioni, le sue resistenze, le risposte
possibili.

27 ottobre 2010
IDENTITÀ E LEGAMI SOCIALI
Carlo De Panfilis
segretario SLP Bologna
presiede Luisella Mambrini membro SLP

10 novembre 2010
ANALISI TERMINABILE E INTERMINABILE
Susana Liberatore
Giuliana Zani partecipante SLP
Discutono con
Paola Francesconi Presidente SLP

17 novembre 2010
IL DISAGIO DELLA CIVILTÀ’
Silvia di Caro
Guarino Concetta
discutono con
Maurizio Mazzotti membro SLP

15 dicembre 2010
IL DISAGIO NELL’EPOCA DEL MISCONOSCIMENTO DEL SOGGETTO
Alide Tassinari membro SLP
presiede Pasquale Indulgenza membro SLP

LE CONFERENZE SI TERRANNO ALLE ORE18.30 PRESSO LA SALA SILENTIUM
VICOLO BOLOGNETTI, 2 QUARTIERE S. VITALE BOLOGNA

lunedì 12 luglio 2010

Presentazione ciclo di conferenze "Attalità dell'inconscio"

Si pensa che l’incoscio sia un luogo misterioso, una sorta di soffitta o cantina in cui sono ammassati da tempi mitici dei reperti, preziosi o meno che siano, che riguardano la storia e la vita di una persona. In tal caso lo psicoanalista sarebbe il detentore della chiave magica per aprirne le porte e incominciare a rovistarne in mezzo a chincaglierie e tesori segreti di cui la persona finalmente si approprierebbe. Non si tratta di questo.  L’inconscio non è un luogo misterioso ma una costruzione del soggetto. L’inconscio di Freud è fatto innanzitutto di parole, parole che s’incatenano l’un l’altra e che si possono ascoltare. Oggi  per molti l’inconscio è un concetto quasi bandito. Sono sempre più di moda le ricette comportamentali che consistono in  consegne per farsi passare quella bizzaria insensata che è un attacco di panico, un ingiustificata depressione, lo stato d’agitazione di un bambino o una fobia. Sono tutti sintomi, questi, che però non sono considerati come se parlassero e avessero alla loro origine la dignità di una causa inconscia, ma dipendessero dalla cattiva volontà delle persone che ne sono affette. Il modo in cui si svolge l‘esperienza psicoanalitica dipende dalla concezione che ci si fa dell’incoscio. La clinica contemporanea si chiarisce alla luce elle conseguenze che questa concezione ha nella pratica. Occorre allora fare il punto sull’incoscio oggi: il primo carattere da mettere in rilievo è la sua storicità, il suo aspetto mutevole attraverso le epoche che si esprime nella varietà dei sintomi a  cui dà luogo. Oggi parliamo di sintomi contemporanei perchè ci troviamo di fronte a fenomeni diversi da quelli incontrati inizialmente da Freud, ma il discorso sulla peculiarità e sulla diversificazione delle espressioni sintomatiche può estendersi dal tempo allo spazio e riguarda i diversi luoghi geografici sede di culture differenti, dove si evidenziano manifestazione patologiche più svariate. Il sintomo non costituisce soltanto un funzionamento malsano del corpo o del pensiero ma, anche e soprattutto, un voler dire dell’incoscio, che si può evolvere, modificare e persino dissolvere con un appropiata interpretazione.  E’ solo con un ascolto attento alle parole del paziente che bussano da dentro, che un analista, senza la pretesa di sapere la verità, fa in modo che l’inconscio si apra. l’attimo di tale apertura porta alla luce un sapere del soggetto a lui stesso sconosciuto,  Si tratta dell’emergenza di un sapere che  sorprende e che si metterà al lavoro come tarlo, producendo, per esempio un sogno, un ricordo, un lapsus, una dimenticanza, quelle che si chiamano formazioni dell’ inconscio che costituiscono la trama di una storia che il soggetto riscrive lungo l’esperienza analitica

Il tema qui presentato verrà sviluppato attraverso cinque conferenze aperte al pubblico e tenute da psicoanalisti della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi. Nei primi giorni di settembre verrà publicato il programma delle conferenze.

martedì 18 maggio 2010

Commenti

Cari lettori, a breve i commenti piu' interessanti relativi alla pubblicazione del libro "Prospettive di Psicoanalisa lacaniana" di Maurizio Mazzotti.

Prospettive di psicoanalisi lacaniana

Presentazione libro di Maurizio Mazzotti
"Prospettive di psicoanalisi lacaniana"

Il 25 Maggio 2010 si terrà la presentazione del libro di Maurizio Mazzotti - “Prospettive di psicoanalisi lacaniana”. In questo libro vengono messi in risalto i temi centrali della teoria e della pratica psicoanalitica lacaniana in rapporto alla seduta, alla sua temporalità e alla sua logica anche attraverso esempi di clinica del transfert. Sono trattati anche temi della clinica contemporanea e problemi che le nuove configurazioni della famiglia moderna sollevano nella società. Discuteranno con l’Autore Giancarlo Rigon, responsabile della Sezione di Psichiatria SINPIA, e Carmelo Licitra Rosa, membro SLP.

lunedì 1 febbraio 2010

Lo sviluppo della clinica psicoanalitica contemporanea da Freud a Lacan

L’esperienza della clinica contemporanea ci mostra che nella società di oggi è in atto un declino del sintomo nelle forme conosciute e individuate da Freud, con l’avvento di nuovi paradigmi clinici. Il sintomo cambia nel tempo nella persona ma anche nella società. Una società, quella attuale, caratterizzata dalla onnipresenza della angoscia, e dalla presenza massiccia di identificazioni meno stabili e nuove forme di dis-inibizione.
Partendo da uno dei testi centrali dell’opera di Freud “Inibizione, Sintomo e Angoscia” del 1925, - (costituisce il fondamento della clinica psicoanalitica odierna ) si intende analizzare, attraverso il ciclo di incontri, l’evoluzione dell’espressioni del disagio del soggetto in una società che cambia grazie agli strumenti di analisi che sono oggi a disposizione, come la topologia, la logica e la linguistica.


Il posto dell’angoscia nella clinica di Freud e Lacan


Freud in Inibizione, Sintomo e Angoscia è giunto alla formulazione più avanzata circa l’angoscia, che ha sempre avuto un posto centrale nella sua clinica e nella sua teoria.
Nel campo della clinica si delineano due grandi concezioni dell’angoscia, quella del DSM, ( Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali - American Psychiatric Association -) angoscia come disturbo e quella della Psicoanalisi, dell’angoscia come funzione. Per Freud l’angoscia non è riducibile al biologico però non è nemmeno qualcosa di prettamente esistenziale, nel senso di qualcosa che esclude il rapporto con il corpo, il che vuol dire per Freud con la pulsione. Per Freud è la pulsione che il soggetto vive come perturbativa, disagevole, impossibile da sopportare. Per Freud dire che c’è una “funzione dell’angoscia” significa indicare che esiste per il soggetto un “pericolo pulsionale”. L’angoscia invece presa come disturbo, nel senso biologico, naturale del termine esclude che possa essere legata all’essere umano in quanto essere di linguaggio,
Oggi l’ansietà diffusa, legata alle condizioni di precarietà della vita civile, viene confusa ed omologata con l’angoscia. Di conseguenza le pratiche di evitamento dell’ansia, favorite dalle tecniche genericamente cognitivo-comportamentali, portano ad annullare la freudiana concezione dell’angoscia come funzione. Si tratta d’interrogare l’angoscia non solo come fenomeno clinico che disturba e che crea grandissima difficoltà al soggetto ma al di là di tutto ciò, interrogare l’angoscia in quanto funzione. La funzione dell’angoscia in Freud e poi in Lacan è una funzione che non ha al contrario una disfunzione e che mai con l’angoscia si potrà promuovere un’impresa adattiva. La prospettiva della psicoanalisi è quella di situare l’angoscia come segnale del reale del soggetto e di interrogarne i problemi legati al ruolo dell’angoscia nella formazione dei sintomi, nel disagio che attraversa la contemporaneità e nella strutturazione delle posizioni soggettive. Prospettiva ampia che è indice dell’avanzamento della psicoanalisi sulla base delle vie aperte da Freud e sviluppate da Lacan.





martedì 19 gennaio 2010

Ciclo di incontri: Inibizione,Sintomo e Angoscia Oggi

Il programma del ciclo di incontri sul tema: Inibizione, Sintomo e Angoscia è il seguente:

12 febbraio - la sintomatizzazione dell'angoscia e i suoi limiti - Carlo De Panfilis psicoanalista SLP
26 febbraio - il lato oscuro del sintomo - Alide Tassinari psicoanalista SLP
12 marzo tavola rotonda - Il trauma in rapporto all'inibizione, al sintomo e alla angoscia discutono: Paola Francesconi psicoanalista SLP, Maurizio Mazzotti pscoanalista SLP
Andrea Scardovi Psicoanalista SPI, Giancarlo Rigon Psicoanalista resp.sez. pschiatria SIMPIA
19 marzo - inibizione e disinibizione - Gisella Frontini psicoanalista SLP

gli incontri avranno luogo alle ore 18.30 presso
la biblioteca della Alliance Francaise via Dè Marchi 4 Bologna

Presentazione libro di C.Viganò "Pschiatria non Pschiatria"


Giovedì 21 Gennaio 2010 alle ore !8 presso la libreria Melbookstore via Rizzoli 8 a Bologna si terrà la presentazione del libro di Carlo Viganò " Pschiatria non Psichatria" La folllia nella società che cambia.